Ighli Vannucchi campione nello sport e nella vita, giocatore di calcio per professione e pescatore per hobby

austria 2006

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Pesca in Austria, Carinzia 2006
Testo e foto di Gionata Paolicchi ed Ighli Vannucchi

“Per quest’anno, non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare…” così cantava Edoardo Vianello negli anni ’60 proprio alla Capannina, famoso locale di Forte dei Marmi, mio paese di residenza fino allo scorso anno. E proprio perché io vivo sulla stessa spiaggia da 34 anni, preferisco fare le mie ferie estive in “montagna” e più precisamente in Carinzia, Austria. Ovviamente con moglie e quest’anno, a fine luglio, per la prima volta, anche con figlio al seguito. E’ il posto ideale per la famiglia, si possono abbinare rilassanti giornate di pesca a rilassanti giornate di dolce far niente. Si possono visitare le vicine Villach e Klagenfurt con i loro caratteristici mercatini, oppure andar per funghi, a fare passeggiate, a vedere i bellissimi laghi Worthersee, Ossiachersee o Weissensee, si può andare a Velden, 3 km dall’hotel, per giocare al Casinò, si può visitare il Wild Park, un grazioso parco dove liberi girano cervi ed animali tipici delle Alpi, il parco è adiacente l’Hotel, insomma, in Carinzia di cose da fare e vedere ce ne sono fin troppe!

Proprio una discussione nata nel forum di POL in questi giorni mi ricorda di dire che in Carinzia e nelle riserve della Famiglia Gargantini, due italiani, sono stati “beccati” a pescare nel fiume Drava, proprio in un tratto gestito dai Gargantini senza permessi, risultato… 5.000 euro di multa a testa e processo penale. Da queste parti non si scherza, la legge è legge e va rispettata. Ovviamente questa multa è stata inflitta così severamente perché i due tipi in questione sono recidivi… ma è davvero rischioso andare a pescare in Austria senza i permessi, sia regionali che giornalieri. Le acque in Austria non sono gestite come da noi, ma da privati che prendono in concessione dalla Regione, pagando profumatamente, tratti di fiume per x anni. Gargantini ad esempio (e l’ho visto con i miei occhi non più tardi di una settimana fa) ha una cartellina con tutti questi contratti: 45.000 euro di spesa all’anno per avere in gestione 130 km di sponde… fate vobis. Ed inoltre, anche se non so che in che percentuale, ma mi sembra un buon 50%, i proventi della vendita dei permessi devono essere reinvestiti nella stessa riserva immettendo pesce ogni anno.

Ma parliamo adesso di questo mio ennesimo viaggio (forse il trentesimo in 11 anni) in terra Austriaca. Ad accompagnarmi il mitico “Pescalciatore”, Ighli Vannucchi, centrocampista dell’Empoli, super appassionato di pesca e visto che Lippi non lo ha scelto tre i 23 che hanno vinto il Campionato del Mondo il 9 luglio, l’ho scelto io per fare almeno una volta all’anno le nostre vacanze insieme. Decidiamo di fare il cosiddetto week end lungo, partiamo il mercoledì pomeriggio alle 16 ed alle 22 siamo in hotel, 600 km in sei ore… ovviamente senza code per fortuna! Solitamente, quando vado in vacanza, sono solito però partire la mattina presto, anche verso le 4. Allora in sole 5 ore, ma anche meno, sono in hotel, giusto per fare colazione, disfare le valige e godermi una giornata in più di relax. Giovedì mattina Sveglia alle 4 e 50, colazione in hotel, che Erika ci ha preparato la sera prima e lasciato sul tavolo e arrivo sul fiume alle 5 e 30, zona Feistriz, Drava grande, 13 km dall’hotel, 10 minuti scarsi di auto.

E’nuvoloso, le previsioni mettono per oggi forti temporali. E’ un caldo allucinante, come da noi in Italia… il problema che se piove e qui quando piove in estate non fa una pioggerellina ma un violento ma breve acquazzone, di solito sporca il fiume rendendolo poco pescabile per almeno 3-4 giorni, speriamo in bene... Per l’occasione mi sono portato dietro una piccola tenda della Decathlon, si chiama “3 second”, tre secondi, perché si apre e si monta davvero in tre secondi, servirà oggi, ne sono certo, nubi minacciose si affacciano già all’orizzonte. Non solo la tendina ci ripara dagli acquazzoni improvvisi che a volte durano solo dieci minuti e che prima ti obbligavano a risalire l’argine e tornare in auto, ma soprattutto ripara le nostre esche, bigattini e pastura, che se bagnati… si rovinano! Ma non ripara solo dall’acqua, ripara ovviamente anche dal sole, quindi possiamo mettere all’ombra il nostro pranzo e le nostre bibite. Peschiamo a ledgering con pasturatori di 170 grammi e solo bigattini, per tentare il barbo. Incollo anche un chilo di bigattini al quale aggiungo quarzite.

E’ la scelta giusta, Ighli ne prende subito uno, un bel pesce sui 65 cm, circa 2,5 kg. Ne prendo uno anch’io, più piccolo, poi entrano subito le breme ed i nasen, le savette austriache. L’acqua inizia a velarsi, ma già stamani avevo visto la Drava, 12 km più a monte di un brutto colore. Inizio a pasturare dopo circa un oretta: la pastura fortunatamente non devo più portarmela da casa, dopo anni di insistenza ho convinto i Gargantini a farsela fare da una Ditta in Italia e quest’anno sono stato accontentato. Ma nella home di POL, cliccando sui prodotti del mese, vedrete maggiori dettagli sia sulla pastura che sulla tendina della Decathlon. La pastura di Milo “Special Drava”, fatta apposta per questi pesci e queste acque, è stata testata da Milo stesso, che viene qui a pescare praticamente ogni anno da quasi dieci anni.

Confezionata in buste da 2,5 kg è una pastura di colore marrone, con formaggio ideale per i barbi appunto e che ben tiene la forte corrente. Per incrementare l’effetto barbo, per così dire, ho aggiunto ad una busta di Special Drava un kg di pastura da Cefalo by Tognini (www.cacciaepescatognini.it). Quindi pesco a ledgering utilizzando il method feeder, una speciale gabbietta di plastica su cui mettere la pastura. Esca: mais in primis, due chicchi su un robusto amo del numero 10, o 7-8 bigattini, sempre sull’amo del 10, finale di 30 cm se si usa un pasturatore a bigattini e di soli 15 cm se si pesca con la pastura, diametro? Minimo uno 0,26, ma io, in questa mia battuta di pesca, ho rotto con un pesce (forse una carpa) uno 0,30! Ighli si mette a bolognese, una sei metri è la canna giusta, 10 grammi di galleggiante, tre metri d’acqua ed inizia anche lui a prendere nasen e breme a volontà.

Nell’arco della giornata (quasi 9 ore di pesca) prenderemo circa una trentina di pesci a testa, otto diverse specie ittiche, oltre ai nasen ed alle breme, abbiamo preso trote, pighi, persici reali, cavedani, barbi ed una tinca, cosa davvero rara in Drava. A pescare vicino a noi anche il mitico Francesco Gargantini, figlio di Adriano, è proprio lui infatti il “fortunello” che ha pescato la tinca… per ben due volte siamo costretti a rifugiarci nella tenda a causa di due forti scrosci d’acqua, menomale che c’era la tendina… ma l’acqua si sporca verso le 16 in modo inesorabile, inizio a smontare, non prenderemo più nulla in queste condizioni. Poi all’orizzonte si fa notte… smonto tutto e carico in auto in due minuti, Francesco mi segue, Ighli vuol fare l’eroe… ma fortunatamente si convince che c’è qualcosa che non va… smonta tutto e sale in auto, passa l’arca di Noè ed inizia il diluvio. Mezz’ora di vento, acqua e fulmini ma pioverà fino a sera tardi, la Drava ora è molto sporca.

Questi fenomeni sono più presenti nei mesi caldi, rarissimi in mesi come aprile e maggio, settembre ed ottobre. Infatti anche per la pesca, sono proprio questi i mesi migliori secondo me. 
Tornati in hotel ci giunge notizia che un cliente, in Drava piccola, con dello 0,16 di finale, abbia preso una mostruosa carpa di 15 kg, vediamo la foto e confermo il peso, un pesce meraviglioso, che preso in fiume è proprio una grossa soddisfazione.

Ma il giorno dopo, fiumi sporchi? Allora andiamo al mitico laghetto Kuker Au, il famoso lago delle tinche, ma famoso anche perché popolato da lucci giganteschi… che sono il sogno proibito di Ighli, solo che questi lucci si lasciano fregare solo all’alba… ed allora… sveglia 4 e 30, colazione e partenza, alle 5 e 30 siamo in pesca (hotel-lago sono 40 km, 30 minuti d’auto). Ma purtroppo anche il lago si è molto sporcato a causa del violento acquazzone del giorno prima, per le carpe sono tranquillo, nel senso che sono sicuro che mangino lo stesso, ma per i lucci la vedo dura… ed infatti non prenderemo nulla, ne vedremo alcun tipo di predata… si vede che anche qui, l’acqua sporca ha la sua cattiva influenza. Io oggi sono venuto più che altro in cerca di tinche, anche perché è un pesce da noi davvero molto raro. Ma anche le tinche oggi vogliono complicarci la vita… carpe e breme mangiano come matti, dall’altra parte del lago sento le voci dei fratelli Gargantini che urlano come matti, alla fine prenderanno molte carpe, fino a dieci chili di peso e tante breme.

Ma io voglio la tinca. 
Il rischio è anche di trovarle in frega, infatti quest’anno, a causa dell’inverno molto rigido, i pesci e la stagione in genere hanno circa un mese di ritardo, quindi è probabile che le tinche siano davvero in frega. Infatti non ne prendiamo, ma di sicuro quando tornerò a luglio mi divertirò, anche perché Adriano in aprile ha fatto una nuova immissione di tinche di taglia, quindi la cattura sarà pressoché garantita.

Al laghetto si può pescare sia a bolognese che a ledgering, a carpfishing che a spinning, insomma, è possibile pescare con tutte le tecniche e catturare le molte specie ittiche presenti. In estate poi, un piccolo bar si affaccia proprio sulle rive dello specchio d’acqua, quindi birra fresca, gelati e quant’altro è sempre a portata di mano. Meglio evitare di pescare al Kuker Au nel week end, di solito ci sono gli austriaci a fare il bagno: non sono fastidiosi per il pesce, tante volte ho preso carpe e tinche con bagnanti in acqua, ma più che altro è fastidioso pescare vedendo gente in acqua.Allamo anch’io una carpa enorme, in 50 cm di acqua, tirando la boilies a due metri dalla riva opposta, qua ci sono esemplari over 20, ed il pesce mi spacca il terminale in lead core!

Ho pescato solo a mais, niente pastura o bigattini e a carpfishing l’aroma preferito è sicuramente boilies alla fragola. Ma Ighli oggi voleva il luccio… e allora al rientro dal lago, ci fermiamo in un piccolo specchio d’acqua sempre di Gargantini, alimentato con sorgenti e quindi ad acqua sempre pulita… Ighli vede un luccione nel sottoriva e non se lo lascia sfuggire: al terzo lancio strike, 8 kg di luccio e foto di rito. Ne prenderà altri due, ma leggermente più piccoli, comunque lucci sul metro di lunghezza… anche se quelli del Kuker Au sono anche un metro e mezzo per quasi 15 kg di peso… Terzo giorno di pesca, fiumi sporchi, laghetto che rende poco, non ci resta che testare la nuova risorgiva dei Gargantini, 9 km di paradiso che scorre vicino al paese di Ferlach, 20 km dall’hotel.

Un divertimento unico: prenderemo quasi 40 trote a testa nell’arco della giornata, con esemplari mostruosi, iridee di 62 e 68 cm, fario di 50 cm e pesci con livree meravigliose. Come esca piccoli minnows galleggianti di 5 cm, colorazione trota fario o iridea, o anche grigi.

L’importante è non farsi vedere troppo e ricordarsi che i pesci più belli sono usciti da sotto gli alberi che vanno in acqua, quindi si devono fare lanci difficilissimi e ancor più difficili recuperi con prede record. Ma siamo ormai alla fine di questa vacanza, la sera ci gustiamo l’Italia che batte l’Ucraina tre a zero e ci organizziamo per una battuta in Drava piccola, qua dietro l’hotel, poi io e Ighli partiremo presto per non trovare traffico, di domenica bisogna stare attenti… con noi anche il piccolo Riccardo Dominaci, Direttore di POL junior e suo padre Ornello. Purtroppo l’acqua è sempre sporca e non prenderemo nulla ne a ledgering ne a bolognese, alle 9, dopo quasi 4 ore di pesca smontiamo tutto. Riccardo ed Ornello andranno al Kuker Au, ma questa è un'altra storia che vi racconterà lo stesso Riccardo negli aggiornamenti del 28 luglio, sempre su POL. Insomma, anche a questo viaggio, anche se sfortunato sotto il profilo meteo, ci siamo divertiti ed abbiamo catturato molto, grazie Famiglia Gargantini per l’ospitalità, grazie Ighli per la compagnia e grazie Austria per essere sempre più bella ed ospitale.

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